Sono un uomo che ama raccontare, con le parole e con la musica. Il mio percorso nel mondo della comunicazione inizia dal giornalismo: tra il 2009 e il 2013 scrivo per diverse testate come Italia Sera o GiRoma.it, occupandomi di cultura, eventi, spettacoli e cronaca locale; mentre per Neapolis curo una rubrica sul linguaggio. Ad Aprile 2013 sono il presentatore dell’anteprima nazionale della web serie MrHater Show, al Caffè Letterario di Roma; mentre nel 2015 e 2016 presento il Web Radio Festival – Festival Internazionale delle Radio Web.
Amo la musica. Ho iniziato a scrivere canzoni all’età di 11 anni, quando sentivo il bisogno di comunicare e le canzoni dei cantanti famosi non mi bastavano più. Canto e suono la tastiera, e nel tempo ho autoprodotto un album di cover e due di inediti, curandone testi, musiche e arrangiamenti. Tra il 2005 e il 2016 partecipo a diversi concorsi canori ed eventi musicali in giro per il centro Italia. A Settembre 2016 pubblico Regole di Sopravvivenza, il mio terzo album di inediti.
La radio è arrivata quasi per caso, all’età di 23 anni. In un momento in cui la mia vita era un grande punto di domanda, il microfono e le cuffie sono stati la mia risposta. Nel 2011 seguo un corso per speaker radiofonici e negli anni a seguire trasmetto su Radio Power Station, Radio Roma 104 FM, Centro Suono 101.3 e faccio parte dei concorrenti della prima edizione di RDS Academy. Attualmente sono una delle voci di Dimensione Suono Roma 101.9, tutti i pomeriggi dalle 18 alle 21.

2011 | Radiospeaker.it

A Novembre 2011 frequento il corso per conduttori di Radiospeaker.it, scuola in cui nel 2017 torno ad insegnare come docente di Conduzione Radiofonica.

2011 | Radio Power Station

Muovo i miei primi passi in una Web Radio, conducendo un programma pomeridiano una volta a settimana in co-conduzione con Elettra Quadrini.

2012 | Radio Roma

A Febbraio a Luglio 2012 comincio a trasmettere su Radio Roma, la mia prima radio in Fm, in cui divento la voce del drive time pomeridiano. Conduco tutti i giorni, in conduzione singola, dalle 17 alle 20.

2014 | RDS Academy

A Maggio 2014 vengo scelto fra i concorrenti di RDS Academy: prima edizione del talent radiofonico di RDS, in onda su Sky Uno.

2015 | Centro Suono

Da Febbraio 2015 ad Ottobre 2016 trasmetto su Centro Suono nel drive time serale, curando anche la realizzazione di un programma sulla storia della musica.

2017 | Dimensione Suono Roma

Da Giugno 2017 sono una delle voci di Dimensione Suono Roma – Il Ritmo della Capitale, conducendo nel drive time pomeridiano tutti i giorni dalle 18 alle 21.

www.dimensionesuonoroma.it

Altri video: www.facebook.com/manuelsaraca

2015

2012

eventielive

Il selfie più brutto del 2017, per l’anno più felice della mia vita

Sembro uno squilibrato uscito da un techno rave anni ’90.
Il selfie più brutto del 2017, per l’anno più felice della mia vita.
La verità è che non poteva finire in modo migliore: con la radio, io che salto di gioia, davanti a migliaia di persone.

Il mio 2017 è stato così: pieno e perfetto. Scalpitante e vivo di una rivoluzione partita da dentro ed esplosa tutta intorno. Mi ha preso a schiaffi e mi ha rivoltato: o ti butti, Manu, o ti spingo. Ed io mi sono lanciato. Un salto nel mondo, a picco, ma sempre più in alto. Se mai un giorno, guardando alle mie spalle, dovessi individuare una linea di confine fra un vecchio e un nuovo me, quella sarà l’anno 2017.

La serata di ieri è stata per me una grande metafora. Fra pochi giorni compierò 30 anni. Mi sembra di aver fatto le prove generali di uno spettacolo bellissimo che è la mia vita per 29 anni. Il 2018 sarà palcoscenico.

#Grazie2017

Io non ho mai vinto niente

Io non ho mai vinto niente.
Ho partecipato a talent, concorsi, audizioni, gare: nulla, non sono mai arrivato primo in nessuna competizione.
Sul mio scaffale non ci sono coppe, premi, medaglie sportive, trofei di alcun genere.
EPPURE se mi volto alle spalle e guardo la mia vita finora, io mi sento un vincitore. Le amicizie, il lavoro, le passioni che ho e i valori in cui credo; le strade che potevo prendere e quelle che poi ho preso: niente, io mi sento di aver vinto.
#Pensieri di #Ferragosto

Adele, 25: un disco di transizione

Prima l’hanno osannata; poi, quando ha cominciato a fare un po’ troppo successo, l’hanno massacrata. Le hanno detto di tutto: lagnosa, cicciona, ripetitiva, prodotto commerciale. Tutte parole inutili. Il nuovo album di Adele è un ottimo disco, senza se, senza ma. È vero, 25 non è all’altezza di 21, ma lei ha rispettato se stessa, lo stile che la contraddistingue, ed ha saputo anche sperimentare.

25 è il disco delle contrapposizioni: ci sono brani tipici per Adele, che rassicurano i fan affezionati; ed altri inaspettati, che vanno capiti dedicandoci un po’ di tempo. Ci sono canzoni con arrangiamenti forti e ricercati, ed altre in cui si apprezza solo un semplice pianoforte. Possiamo dire quello che volete sulla sua voce, sulla tecnica, sui temi delle sue canzoni, ma in un momento storico musicale in cui i produttori si sfidano a chi crea l’arrangiamento più pieno, maestoso, potente, Adele è una delle pochissime artiste in grado di scalare le classifiche mondiali con un pezzo piano/voce. Perché alla fine dei giochi è la melodia che fa la canzone. Per quante hit del momento, private del loro arrangiamento figo, potreste dire lo stesso?

L’album è confezionato benissimo: in copertina il viso Leggi →

La vita è come un talk radiofonico

In fondo la vita non è poi così diversa da un talk radiofonico:
bisogna avere un obiettivo e sapere a grandi linee come arrivarci, senza però porsi troppi paletti… e lasciare spazio agli imprevisti, imparando a gestirli.
Se si sbaglia e si cade, bisogna sempre andare avanti, sdrammatizzare, prendersi anche un po’ in giro, e poi fare tesoro dei propri errori per non commetterne altri.

Bisogna affrontare tutto con il sorriso e prendere le cose alla leggera, perché la vita e il talk sono brevi.. e non vale la pena predersela a male.
Può capitare di incontrare gente, parlare con persone, ascoltare tante voci e parole, ma al comando del nostro timone ci siamo sempre noi e non bisogna mai perdere il controllo.
Sia nella vita che nel talk è giusto rispettare le regole, ma bisogna anche assumersi il rischio di provare sempre cose nuove, sposare un’idea, far nascere un progetto, perché è così che si cresce.
Ed in fine, in entrambi i casi, niente sarebbe poi così bello senza musica.

Un orgasmo musicale

Succede questo.
C’è un Mi maggiore che spalanca la porta e sorride. Le chitarre classiche entrano per prime ad indicarti la strada. Nel fondo, quelle elettriche stendono un tappeto su cui sfila il pianoforte: elegante e sobrio, che di tanto in tanto, con certe variazioni in levare, ricorda a tutti che è un vero signore.
Al centro, corposi, trionfano gli archi. I veri protagonisti. Prima lenti, lunghi, decadenti; poi veloci, gelosi, arresi.
Gira tutto intorno a pochi accordi, perché la bellezza sta nel semplice. E tu a questo punto già sei travolto, immerso in un tutto che è perfezione.
C’è attenzione. C’è forza. Una sola direzione.
Intanto il basso è cupo, rotondo e appassionato: fa l’amore con la batteria, la quale marcia decisa senza distrazioni. Tutto ascende, con la leggerezza di chi scende.

Al di sopra, viole e violini si stringono, volano gli uni sulle altre, come due farfalle che si inseguono. Salgono e scendono, vanno e ritornano. Ti trascinano con loro, ti costringono alla commozione. È un’accelerazione emotiva. Costante. Un dolore che implode, poi risale e riesce ad uscire. È un salto continuo da suoni struggenti, ad atmosfere d’ira.
Sembra che Leggi →

Il meglio di me

Cosa conta veramente. Questo mi chiedo.
È più importante chi sono ora o chi sono stato?
Conta chi è Manuel adesso o come lo sono diventato? Questo mi chiedo, ogni anno.
Perché mettermi in discussione è qualcosa che mi piace. Capire chi sono e qual è il meglio che posso dare.

Nel 2014 ho dato il peggio di me, quando mi sonovergognato dei miei gusti musicali. Quando bisognava sorridere per finta, ed io non ho obiettato. Quando non restava altro che un vaffanculo, e non mi è uscito.
Pessimo. Tra i peggiori al mondo, io. Quando potevo osare e mi sono controllato, quando ho portato rispetto a chi non me ne ha portato. Quando ho lasciato che mi insegnasse le buone maniere chi non le ha mai conosciute.

Ma ho dato anche il meglio di me, quando mi sono laureato!
Quando mi sono accorto che riesco addirittura a ridere da solo: mi basta un microfono e la radio.
Sono stato il migliore, quando tutti si aspettavano che mi crollasse l’autostima e invece mi sono amato. Quando non restava altro che un vaffanculo, e finalmente m’è uscito!
Migliore. Quando mi sono innamorato due volte della stessa persona; quando le ho detto “se perdo te perdo me stesso”, e invece mi sono ritrovato.

Io non lo so se è più importante chi sono adesso a 27 anni o che 26enne sono stato. Ma sono felice di averci messo me, in ogni cosa che ho fatto.

Sarà un bel 2015.

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