Cambiamenti in vista per l’INPS: stabilito un nuovo assetto organizzativo che ha come primo obiettivo il riordino delle sedi localizzate nella zona metropolitana di Roma. La prima zona ad essere coinvolta è quella del I Municipio: la storica sede INPS del centro di Roma a piazza Augusto Imperatore chiude i battenti per far posto a nuovi uffici di rappresentanza dei parlamentari. I cittadini non ci stanno e scendono in piazza per protestare. È questo quello che è successo la scorsa settimana a Roma Centro, a causa dei cambiamenti previsti per l’organizzazione del principale ente previdenziale italiano. Sembrerebbe infatti che dei nuovi piani organizzativi stabiliscano il ridimensionamento di alcune sedi della città, per risparmiare costi e spazi. La sede INPS del I Municipio è stata dunque la prima a subire la chiusura di alcuni locali importanti, ed è stata declassata a semplice agenzia urbana con lo scopo di ottimizzare le risorse. Ma queste motivazioni non convincono la RdB Pubblico Impiego che ha subito organizzato un sit-in di protesta il 5 maggio davanti ai locali della sede: “È una scelta incomprensibile – dichiara Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale della RdB INPS – non si può chiudere una sede che gestisce oltre 14.000 aziende e 225.000 lavoratori parasubordinati; in questo modo si toglie al I Municipio una presenza fondamentale e qualificata dell’Istituto previdenziale”. E la fretta dell’operazione lascia ancora più dubbi su questa chiusura inaspettata: il sospetto principale, infatti, è che la sede sia stata ridimensionata solo per far posto, in una zona centrale di Roma, a dei nuovi uffici per i parlamentari. Non ci si rende conto – spiega ancora Romagnoli – che affidando le sedi non più a dirigenti ma a dei semplici funzionari, ogni sede perde autonomia decisionale. In questo modo, come sempre, a pagarne le conseguenze saranno i cittadini, conclude l’esponente: “un INPS più debole sul territorio può significare, in futuro, meno servizi per i cittadini”.
Pubblicato su “Municipi di Roma” – Italia Sera.

La Centrale Enel di Torrevaldaliga chiuderà per 15 giorni, “perché tre morti in tre anni sono troppi”. Sono queste le parole con cui il sindaco di Civitavecchia Giovanni Moscherini ha annunciato la chiusura temporanea della Centrale, dopo il gravissimo incidente avvenuto Sabato 3Aprile. Durante una consueta operazione di manutenzione, un fortissimo getto di acqua e ammoniaca ha colpito e ucciso un operaio, Sergio Capitani, e ferito altri tre lavoratori, ora ricoverati in serie condizioni. Immediatamente sono scattate le indagini e la Procura di Civitavecchia ha accusato ben 10 persone di omicidio colposo, tra cui alcuni dirigenti Enel e componenti delle ditte esterne addette alla manutenzione. “Questa decisione è stata presa per chiudere una volta per tutte la tematica sicurezza a Torrevaldaliga Nord – spiega il sindaco – ed avverrà per il tempo necessario a fare chiarezza definitiva su quanto accaduto”. La sicurezza sul posto di lavoro torna ancora una volta a sconvolgere l’Italia: i sindacati discutono a gran voce e le famiglie piangono in silenzio.